Giulia Spoltore
The University of RomaTre, Dipartimento di Studi Umanistici, Department Member
- Art History, Reinassance Art, Reinassance literature, Baroque art and architecture, Italian Baroque art, Baroque Art and Literature, and 19 moreVittoria Colonna, Giovan Battista Marino, Giovan Pietro Bellori, Carlo Maratti, Marcello Venusti, Reginald Pole, Luke Wadding, Pompeo Colonna, Lanfranco, Andrea Sacchi, Paolino da Nola, Franciscan Studies, Francis Harold, CARDINALE CARLO CAMILLO MASSIMO, Giansenismo, Carlo Bononi, Guido Reni, Patronage and collecting, and Religious Historyedit
Tra il 1661 e il 1663 una seconda campagna decorativa, voluta da Rodrigo de Sylva, investì la cappella nel transetto destro della chiesa di Sant’Isidoro agricola a capo le case. Ad un lustro dalla morte del grande teologo francescano... more
Tra il 1661 e il 1663 una seconda campagna decorativa, voluta da Rodrigo de Sylva, investì la cappella nel transetto destro della chiesa di Sant’Isidoro agricola a capo le case.
Ad un lustro dalla morte del grande teologo francescano irlandese, Luke Wadding (†1657), Francis Harold, nipote ed erede del titolo di cronografo dell’ordine e Giovan Pietro Bellori, l’antiquario romano autore delle Vite degli artisti del Seicento e sindaco apostolico del collegio irlandese a partire dal 1653, supervisionarono i lavori e stilarono il complesso programma iconografico.
La cappella de Sylva, dedicata all’Immacolata Concezione e l’ultima in ordine di tempo ad essere decorata, si mostra, per le fonti utilizzate e per gli artisti coinvolti di cui renderemo conto nell’intervento, in continuità con lo svolgimento della restante decorazione avvenuta interamente sotto il magistero di Wadding e con la politica del pontificato chigiano.
Questa continuità restituisce, dal punto di vista iconografico, un’unità dell’edificio – qui raccontata per la prima volta - che trova un corrispettivo rilevante nella biografia del frate irlandese e che trova in essa le proprie coordinate culturali.
Ad un lustro dalla morte del grande teologo francescano irlandese, Luke Wadding (†1657), Francis Harold, nipote ed erede del titolo di cronografo dell’ordine e Giovan Pietro Bellori, l’antiquario romano autore delle Vite degli artisti del Seicento e sindaco apostolico del collegio irlandese a partire dal 1653, supervisionarono i lavori e stilarono il complesso programma iconografico.
La cappella de Sylva, dedicata all’Immacolata Concezione e l’ultima in ordine di tempo ad essere decorata, si mostra, per le fonti utilizzate e per gli artisti coinvolti di cui renderemo conto nell’intervento, in continuità con lo svolgimento della restante decorazione avvenuta interamente sotto il magistero di Wadding e con la politica del pontificato chigiano.
Questa continuità restituisce, dal punto di vista iconografico, un’unità dell’edificio – qui raccontata per la prima volta - che trova un corrispettivo rilevante nella biografia del frate irlandese e che trova in essa le proprie coordinate culturali.
