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Tra il 1661 e il 1663 una seconda campagna decorativa, voluta da Rodrigo de Sylva, investì la cappella nel transetto destro della chiesa di Sant’Isidoro agricola a capo le case. Ad un lustro dalla morte del grande teologo francescano... more
Tra il 1661 e il 1663 una seconda campagna decorativa, voluta da Rodrigo de Sylva, investì la cappella nel transetto destro della chiesa di Sant’Isidoro agricola a capo le case.
Ad un lustro dalla morte del grande teologo francescano irlandese, Luke Wadding (†1657), Francis Harold, nipote ed erede del titolo di cronografo dell’ordine e Giovan Pietro Bellori, l’antiquario romano autore delle Vite degli artisti del Seicento e sindaco apostolico del collegio irlandese a partire dal 1653, supervisionarono i lavori e stilarono il complesso programma iconografico.
La cappella de Sylva, dedicata all’Immacolata Concezione e l’ultima in ordine di tempo ad essere decorata, si mostra, per le fonti utilizzate e per gli artisti coinvolti di cui renderemo conto nell’intervento, in continuità con lo svolgimento della restante decorazione avvenuta interamente sotto il magistero di Wadding e con la politica del pontificato chigiano.
Questa continuità restituisce, dal punto di vista iconografico, un’unità dell’edificio – qui raccontata per la prima volta - che trova un corrispettivo rilevante nella biografia del frate irlandese e che trova in essa le proprie coordinate culturali.
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